Credenze, riti e protezioni nel cuore del sapere popolare
Nel silenzio delle case antiche, tra le mura spesse che custodivano il calore della famiglia e il freddo della paura, viveva una delle credenze più radicate e diffuse del mondo contadino e marinaro: il malocchio.
Non era soltanto superstizione. Era un modo per spiegare l’inspiegabile, per dare un nome alla sfortuna improvvisa, al malessere senza causa, al raccolto andato a male, alla mucca che smetteva di dare latte, al bambino che si ammalava “senza motivo”.
Il malocchio — chiamato anche ‘u maluocchiu in molte parlate locali — era ritenuto una forma di energia negativa, trasmessa involontariamente (o meno) da chi provava invidia, gelosia o rancore, persino con uno sguardo. Bastava “guardare troppo” un neonato, un raccolto rigoglioso, una barca appena restaurata, e quell’energia poteva “attaccarsi” e trasformarsi in malocchio, portando guai.
I segni del malocchio
I sintomi del malocchio erano tanto vaghi quanto convincenti:
-
mal di testa improvvisi
-
debolezza
-
insonnia
-
nervosismo
-
apatia
-
oggetti che si rompevano senza motivo
-
animali che si agitavano senza spiegazione
Nel mondo popolare, non si cercava il perché: si cercava il rimedio.